Neil Young. Homegrown, esce il quarto album della trilogia maledetta

Esiste un album intero che Neil Young ha messo da parte, nascosto, perché ai tempi gli sembrò troppo intimo e doloroso: lo “rilascia”, dopo 45 anni, oggi 19 giugno 2020. Alcune canzoni delle sessions di Homegrown – questo il titolo – erano già comparse alla spicciolata, ritoccate, rifatte: piccoli gioielli trascurati; altre, davvero inedite, sono oscure sorprese custodite per quasi mezzo secolo nella cassaforte di un’anima. Qui ci limitiamo a fare un po’ di storia.

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Il buffone e ALBERTO BEVILACQUA. Ricordo di un’INTERVISTA INCANTATA

Alberto Bevilacqua era marcato a uomo in Mondadori dalle addette stampa, nel senso che gli dedicavano un’attenzione preoccupata – era sovente depresso, e pure incazzoso, e pure imbranato: andava accudito quando viaggiava e sorvegliato perché non facesse pasticci. Era del resto una delle rare galline dalle uova d’oro della casa editrice di Segrate.

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Bob&Poetry/2. Quando DYLAN era un libro NEWTON COMPTON (e le compilation erano BEAT)

C’era questo volumetto edito dalla Newton Compton, che allora era una casa editrice di paperback a basso costo, mal tradotti a volte (spesso), ma intelligenti – classici fuori diritti e cose “un po’ avanti” rispetto ai tempi. Mi capitò tra le mani, tredicenne, Bob Dylan Blues, Ballate e Canzoni (prima edizione febbraio 1972, costo milleduecentolire).

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INTERVISTA a CHIP CHEEK. A CAPE MAY, luna di miele con sorprese

Nell’autunno del 1957, due sposini, Henry e Effie, lasciano la Georgia per trascorrere la luna di miele a Cape May, New Jersey, in quel periodo dell’anno desolata e quasi spettrale città di mare. Delusi, vorrebbero tagliare subito la corda, e invece si imbattono nella bislacca e affascinante corte della bella socialite Clara, e di Max, suo amante e sedicente/seducente scrittore…

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PRIMO LEVI IN ROCK con Peter Hammill e i Manic Street Preachers

Il libretto di The Noise

Tra gli omaggi a Primo Levi, scomparso l’11 aprile del 1987, mi torna in mente un pezzo (quasi) prog rock. Peter Hammill, the Thin Man dei VDGG, in The Noise (1992) incise una canzone intitolata Primo on the Parapet, molto intensa, pur se piuttosto convenzionale, con almeno una linea di versi memorabile: The blindest eye is turned on the beast we clothe… La mise in coda all’album.

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GABRIELE PEDULLÀ. Nei BISCOTTI DELLA FORTUNA c’è scritta la nostra sorte

La piacevole libertà di trovarsi fuori dal racconto stile Carver, oppure da quello di scarnificazione del sé praticato nell’autofiction, fa tutt’uno con le sorprese contenute in questi Biscotti della fortuna (Einaudi) di Gabriele Pedullà (Roma, 1972), autore in undici anni di un romanzo, Lame, e di un altro volumetto di storie brevi, Lo spagnolo senza sforzo. Qui, qualche spunto di lettura, partendo dall’inizio.

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CHRIS OFFUTT, Mio padre, il pornografo: in USA i MEMOIR li fanno così

Da quando, tramite la soglia dell’autofiction o viceversa, il memoir è entrato nel novero dei generi praticati degli italiani – pur essendo sempre esistito – vale la pena notare che in USA vige un memoir puro, sia in versione “la mia storia è speciale” sia in quella “ho un passato schifoso con cui fare i conti, e ora ve lo racconto”.

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