L’amicizia secondo EMANUELE TREVI. In DUE VITE, il ricordo di Pia Pera e Rocco Carbone

Aggiungere testo a testo: l’ultima visita in un giardino nascosto in Lucchesia, che esiste anche se dalla strada si intuisce appena. L’albero piantato a Roma, un coriaceo ulivo con una targa, regolarmente rubata, nel luogo dove si è consumata una sventura. Sono gesti e immagini, tra i tanti, che spiccano vividi in Due vite, il memoir che Emanuele Trevi ha dedicato all’amicizia e a due amici scrittori, entrambi prematuramente scomparsi, Pia Pera e Rocco Carbone.

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Il buffone e ALBERTO BEVILACQUA. Ricordo di un’INTERVISTA INCANTATA

Alberto Bevilacqua era marcato a uomo in Mondadori dalle addette stampa, nel senso che gli dedicavano un’attenzione preoccupata – era sovente depresso, e pure incazzoso, e pure imbranato: andava accudito quando viaggiava e sorvegliato perché non facesse pasticci. Era del resto una delle rare galline dalle uova d’oro della casa editrice di Segrate.

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Bob&Poetry/2. Quando DYLAN era un libro NEWTON COMPTON (e le compilation erano BEAT)

C’era questo volumetto edito dalla Newton Compton, che allora era una casa editrice di paperback a basso costo, mal tradotti a volte (spesso), ma intelligenti – classici fuori diritti e cose “un po’ avanti” rispetto ai tempi. Mi capitò tra le mani, tredicenne, Bob Dylan Blues, Ballate e Canzoni (prima edizione febbraio 1972, costo milleduecentolire).

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GABRIELE PEDULLÀ. Nei BISCOTTI DELLA FORTUNA c’è scritta la nostra sorte

La piacevole libertà di trovarsi fuori dal racconto stile Carver, oppure da quello di scarnificazione del sé praticato nell’autofiction, fa tutt’uno con le sorprese contenute in questi Biscotti della fortuna (Einaudi) di Gabriele Pedullà (Roma, 1972), autore in undici anni di un romanzo, Lame, e di un altro volumetto di storie brevi, Lo spagnolo senza sforzo. Qui, qualche spunto di lettura, partendo dall’inizio.

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