BRUCE SPRINGSTEEN. C’erano una volta e ci saranno sempre le WESTERN STARS

Springsteen è una questione di età, sua (70 secchi) e di chi lo ascolta: chi lo ha intercettato ai tempi di Born to Run (1975), di Bruce Zirilli (dal cognome della nonna) che incendiò San Siro, e chi, dopo aver aspettato The River (1980) come il Vangelo, si è commosso quando in No Nukes, con la bella faccia da fratello di Al Pacino, gridò: “Ho 30 anni sono troppo vecchio per il rock’n’roll”…

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LA NOTTE IN CUI GIORGIO GABER tradì per sempre il MOVIMENTO

Fotografia Reinhold Kohl

Molto prima che la parola Movimento indicasse i 5S e che si potesse insultare chiunque ovunque, in un’epoca lontana che precedeva pure l’avvento al potere di Berlusconi, al Teatro dell’Arte di Milano Giorgio Gaber portò il suo nuovo spettacolo di teatro canzone. Polli d’allevamento. Chi vide lo spettacolo in quella stagione, 1978/1979, ricorda un Gaber più magro e più attorcigliato del solito nel suo maglione d’ordinanza, più teso che ironico, più rabbioso che sarcastico.

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ALTRI VERSI. La TRAP da manuale di DARK SIDE BABY detto ARTURO

Faccio una premessa 1. Non conosco bene le periferie, comprese quelle culturali, ma mi permetto di parlarne senza subire ricatti (tu non sai, ascolti solo mainstream e altre scemenze). 2. Leggo i testi delle canzoni, dei tracks, come una cosa a sé, alla stregua dei giurati di Stoccolma quando premiarono Dylan (nessuno mi dica: e la musica? Ascolta meglio la musica!).

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Grandi tracks. SWEET JANE di LOU REED. Tutta la vita tra il SILENZIO e il RIFF (e un ricordo del 75)


Tra le domande esistenziali che chiunque può porsi la mattina sotto la doccia, ce n’è una piuttosto petulante: ma il nostro destino – ecco la domanda da ripetenti in filosofia morale – è già scritto nei minimi particolari o abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa entro le coordinate in cui ci muoviamo intontiti dalla prosaicità quotidiana e dall’insignificanza?

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