LA VERITÀ sugli scomparsi

La verità sono parole che si compongono nella mia testa, come se fossero battute a macchina su una vecchia Lettera 22 – l’aggeggio appartiene a quegli anni passati che riportano alla memoria il clangore sordo, stonato, dei piccoli tasti. Mancano delle vocali, alcune consonanti.

La verità sono tutte le lettere dell’alfabeto che sono sparite e indicano un vuoto, qui e ora, una sorta di nero alfabeto: forse sono state circondate da segni di gesso su una lavagna, quando ero uno scolaro, ma si radunano presto nei ricordi di un’altra forma di gioco, di costruite mistificazioni. 

Ti sto aspettando al freddo su una panchina nel lato nord ovest dei giardini pubblici di via Palestro – lo so, per caso, anche se non mi ha fornito la posizione un gps. È mezzogiorno e tra breve ti incontrerò per la prima volta. I miei pensieri si confondono spesso con quelli della gente malvestita, in affanno, che passa veloce, tra gli homeless che si acquattano dietro i cespugli – forse per farci paura? – gli uccelli e i cani. Forse se non arrivi, tutto sarà meglio, più che definitivo: non sapendo chi sei non mi importerà mai più niente di te; di rinunciare a te.

Forse non sono seduto sulla panchina del parco – e, diversamente da quel giorno di dicembre del 1979, posseggo un illusorio gps – forse non sto aspettando, vestito come uno studente fuori corso – una giacca di velluto sdrucita, le scarpe da tennis lerce, per caso una sciarpa della squadra di calcio del Liverpool. 

La notizia della tua morte mi arriva a Milano sullo schermetto del telefonino da un altro paese, laggiù somewhere in England, attraverso il nudo e buio cyberspazio – il luogo dove si svolgevano le nostre chiamate intercontinentali -, mentre cammino di notte, di nuovo per caso, nelle tue vecchie vie diroccate: sto tornando da teatro dove ho assistito alla messinscena di un guitto solitario, un fratello. Forse tra poco, con un’idea di te, candida e immobile in una stanza d’ospedale, io mi acquatto in un letto qualsiasi, in una casa riscaldata piena di libri e di spazzatura sentimentale. Comincio piano a dirmi questa e le successive menzogne… usando parole arcaiche…

La verità è una frase intrecciata attorno a una matita. Assomiglia a quei serpenti di carta che si muovono agitando un bastoncino. Dopo la terza volta che li muovi, per divertimento o per noia, si rompono e il passatempo perde di significato.

2 pensieri su “LA VERITÀ sugli scomparsi

  1. avevo pensato: che bello che riparte idiotwind.
    e poi ho letto, e ho capito perché idiotwind.
    che cosa direbbe lei?
    io ho apprezzato molto.
    un bacio

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